
“Banca del grasso” è un’espressione che si legge sempre più spesso sui giornali. Fa sorridere, ma descrive una cosa concreta: la possibilità di conservare il proprio tessuto adiposo per usarlo più avanti in un trattamento medico. In questo articolo spieghiamo che cos’è, come funziona in Italia e in quali casi può avere senso parlarne con il proprio medico.
Che cosa si intende per “banca del grasso”
Con “banca del grasso” si indica, in modo informale, un servizio di crioconservazione del tessuto adiposo autologo: il grasso viene prelevato da una persona, processato, suddiviso in porzioni (aliquote) e conservato a bassissima temperatura, per poi essere scongelato e utilizzato sulla stessa persona quando il medico lo richiede.
Il titolo con cui ANSA ha dato la notizia nell’aprile 2024 rende bene l’idea: “Chirurgia plastica, ora il grasso si conserva in ‘banca’”. Il chirurgo plastico intervistato da ANSA lo ha spiegato così: «Fino a qualche anno fa il grasso si scartava, mentre oggi è diventato tanto prezioso da essere conservato in banca».
Due precisazioni importanti:
- non si tratta di una banca di donazione: il tessuto è solo per uso autologo, cioè per la persona da cui proviene;
- la banca non esegue trattamenti: conserva il tessuto, che viene poi utilizzato da un medico.
Banca del grasso e banca dei tessuti: che differenza c’è
Le banche dei tessuti sono strutture sanitarie che raccolgono, controllano, conservano e distribuiscono tessuti umani per uso clinico. La Banca Regionale della Cute dell’Emilia-Romagna, ad esempio, afferisce al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Bufalini di Cesena e, secondo quanto dichiarato dai suoi responsabili a Il Sole 24 ORE, è una delle cinque banche del tessuto cutaneo italiane autorizzate e accreditate dal Centro Nazionale Trapianti e dall’Istituto Superiore di Sanità.
La “banca del grasso” di cui si parla in questo articolo è un’attività svolta all’interno di questa struttura pubblica: la Banca della Cute RER, come indica il suo sito, “processa, criocongela ed effettua attività di bancaggio del tessuto adiposo ad uso autologo con tecnologia brevettata Lipobank®”. La differenza principale rispetto a molte altre attività di una banca dei tessuti è che qui non c’è un donatore e un ricevente diversi: il tessuto torna alla stessa persona.
Perché conservare il proprio grasso
Il tessuto adiposo autologo è utilizzato in medicina perché è disponibile in quasi tutte le persone, si preleva con una liposuzione e contiene cellule, matrice extracellulare e una componente vascolo-stromale che lo rendono interessante per la medicina ricostruttiva e rigenerativa.
Il suo uso più noto è il lipofilling: il grasso viene trasferito in un’altra zona del corpo, ad esempio nella ricostruzione mammaria dopo un tumore o per correggere difetti di volume e cicatrici. Il grasso innestato, però, deve “attecchire” ricevendo nutrimento dai tessuti vicini, e per questo i chirurghi preferiscono spesso trasferirne piccole quantità in più sedute, a distanza di mesi.
Senza una banca del grasso, ogni seduta richiede di norma un nuovo prelievo. Con la crioconservazione, invece, il prelievo può essere uno solo, e le sedute successive utilizzano il tessuto conservato.
→ Lipofilling: perché servono più sedute
Come funziona in Italia
In Italia la crioconservazione del tessuto adiposo autologo con la metodica brevettata Lipobank avviene presso la Banca Regionale della Cute dell’Emilia-Romagna, a Cesena, grazie a una partnership pubblico-privata attivata, secondo Il Sole 24 ORE, nel 2022. La Banca afferisce all’AUSL della Romagna e al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Bufalini.
Il percorso, in sintesi:
- Programma con il medico. Il paziente concorda con il proprio medico e con Lipobank quanto tessuto prelevare e per quali trattamenti.
- Prelievo. Una liposuzione in sala operatoria, secondo Sanità Informazione in genere in leggera sedazione e anestesia locale. Il tessuto viene raccolto in una sacca sterile certificata CE.
- Trasporto in temperatura controllata alla banca dei tessuti.
- Processazione e aliquotazione in ambienti GMP, nella Cell Factory.
- Crioconservazione in vapori di azoto a −196 °C, con monitoraggio continuo.
- Scongelamento e consegna. Quando il medico lo richiede, l’aliquota viene scongelata, controllata e consegnata alla struttura con un certificato di idoneità biologica.
→ Come funziona, passo per passo
Che controlli vengono fatti
La sicurezza di un tessuto destinato all’uso clinico si basa su due verifiche principali: sterilità (assenza di contaminazioni) e vitalità delle cellule. Secondo i responsabili della Banca della Cute RER, i test vengono eseguiti sia all’arrivo del tessuto dopo il prelievo sia dopo lo scongelamento, e il tessuto viene rilasciato solo se idoneo.
Uno studio pubblicato su Aesthetic Surgery Journal ha analizzato in laboratorio tessuto crioconservato con questa metodica fino a 12 mesi (in via preliminare 18), riportando assenza di contaminazione batterica, elevata vitalità cellulare e morfologia invariata. → Cosa dice lo studio
In quali casi se ne parla
La banca del grasso può essere utile quando il medico prevede più utilizzi di tessuto adiposo nel tempo. Gli esempi più citati dalla stampa sono:
- la ricostruzione mammaria dopo mastectomia, ibrida (con protesi) o con solo grasso: secondo i chirurghi intervistati da Il Sole 24 ORE, il grasso può essere prelevato già durante la mastectomia e utilizzato nelle fasi successive del programma ricostruttivo;
- il lipofilling in chirurgia plastica ed estetica, per viso, mani, glutei, cicatrici;
- altri ambiti in cui il medico utilizza tessuto adiposo, come l’ortopedia.
La Banca della Cute RER cita tra le aree di utilizzo anche dermatologia, chirurgia generale, vulnologia e otorinolaringoiatria. In ogni caso l’indicazione è del medico.
Cosa una banca del grasso non è
Per evitare equivoci, vale la pena dire anche che cosa non è:
- non è una terapia: è un servizio che rende disponibile il proprio tessuto per trattamenti decisi dal medico;
- non elimina il prelievo: la liposuzione iniziale resta un intervento chirurgico, con i suoi rischi;
- non garantisce un risultato: l’esito di un lipofilling o di un altro trattamento dipende dal caso clinico e dalla tecnica;
- non è per sempre: il tessuto si conserva per un periodo definito dal servizio, da chiarire con Lipobank prima del prelievo. → Quanto si conserva il tessuto crioconservato
Domande da fare al proprio medico
- Nel mio percorso sono previsti più utilizzi di tessuto adiposo?
- Quanto grasso servirebbe e da dove verrebbe prelevato?
- Il prelievo può coincidere con un intervento già programmato?
- La struttura in cui sarò operato/a collabora con Lipobank?
- Quali sono i rischi del prelievo nel mio caso?
Domande frequenti
La banca del grasso è legale in Italia?
Secondo Sanità Informazione, la partnership tra Lipobank e la Banca della Cute RER per il bancaggio del tessuto adiposo autologo è stata autorizzata dal Centro Regionale Trapianti. La Banca della Cute RER pubblica inoltre sul proprio sito il certificato del Centro Nazionale Trapianti, che include tra le attività certificate raccolta, processazione, deposito e distribuzione di tessuto adiposo autologo.
Si può donare il grasso a un’altra persona?
No, il servizio è a esclusivo uso autologo.
Quanto costa?
Il costo del servizio non è pubblicato sul sito: per informazioni contatta direttamente Lipobank. I costi del prelievo e dei trattamenti dipendono dal medico e dalla struttura sanitaria.
“Vuoi sapere se la banca del grasso è un’opzione nel tuo percorso? Parlane con il tuo medico o scrivici.” → Contattaci