
Il tessuto adiposo crioconservato è il grasso di una persona che, dopo il prelievo, viene processato, suddiviso in aliquote e conservato a bassissima temperatura per essere utilizzato più avanti sulla stessa persona. In questa pagina spieghiamo com’è fatto il tessuto adiposo, perché la sua conservazione richiede una metodica specifica e quali controlli ne attestano l’idoneità prima dell’uso clinico.
Nel linguaggio comune si usano anche le espressioni tessuto crioconservato, tessuto criopreservato, grasso crioconservato o grasso congelato: indicano tutte la stessa cosa, cioè tessuto adiposo conservato con il freddo.
Il tessuto adiposo non è solo una “riserva di grasso”
Il tessuto adiposo è un sistema biologico complesso. Oltre agli adipociti (le cellule che immagazzinano i lipidi) contiene:
- una matrice extracellulare, che funziona come un’impalcatura naturale (scaffold) e sostiene le cellule;
- una componente vascolo-stromale, cioè la rete di piccoli vasi e le cellule che la circondano, tra cui le cellule stromali e i periciti;
- segnali biologici che contribuiscono all’integrazione del tessuto nella sede in cui viene innestato.
È per queste caratteristiche che il tessuto adiposo autologo viene utilizzato in medicina ricostruttiva e rigenerativa. La Banca della Cute RER descrive il tessuto adiposo come “una sorgente di cellule staminali capaci di stimolare la rigenerazione dei tessuti”. I benefici clinici di ciascun impiego, però, dipendono dall’indicazione e devono essere valutati dal medico.
Perché congelare il grasso non è banale
Congelare un tessuto vivo e poi riportarlo a temperatura d’uso senza danneggiarlo è una sfida tecnica. Come riportato da Sanità Informazione e Il Sole 24 ORE (giugno 2025), la possibilità di congelare e scongelare il grasso mantenendolo vitale era stata tentata in passato da molti laboratori: la metodica brevettata sviluppata da Lipobank è nata per affrontare questo problema.
Dove e come viene conservato
Il tessuto adiposo crioconservato con la metodica Lipobank è conservato presso la Banca Regionale della Cute dell’Emilia-Romagna, nella Cell Factory della banca dei tessuti di Cesena:
- le operazioni di processazione e aliquotazione avvengono in ambienti classificati GMP, sotto cappa a flusso laminare per le operazioni più delicate;
- le aliquote sono conservate in vapori di azoto a −196 °C, in contenitori criogenici dedicati;
- le condizioni di conservazione sono costantemente controllate e monitorate, con sistemi che garantiscono la tracciabilità nel tempo.
Secondo la Banca della Cute RER, la quantità stoccata per ciascun paziente va in genere da 5 a 8 sacche da 5–7 ml ciascuna. La quantità effettiva da prelevare e conservare viene stabilita in base al programma deciso dal medico.
Cosa succede allo scongelamento
Quando il medico richiede un’aliquota, il tessuto viene scongelato e sottoposto a controlli di qualità: verifiche microbiologiche (sterilità) e biologiche (vitalità cellulare e integrità del tessuto). Viene quindi rilasciato con una certificazione di idoneità biologica per uso clinico e distribuito alla struttura sanitaria.
Cosa dicono gli studi sul tessuto adiposo crioconservato
Lo studio di caratterizzazione biologica su Aesthetic Surgery Journal
Lo studio pubblicato su Aesthetic Surgery Journal (vol. 45, n. 1, pp. NP16–NP24; doi:10.1093/asj/sjae192) ha valutato in laboratorio tessuto adiposo prelevato con liposuzione standard da pazienti che necessitavano di più sedute di lipofilling per ricostruzione mammaria. Il tessuto è stato frazionato in un sistema di sacche sterili secondo un metodo brevettato e congelato presso la Banca dei Tessuti RER. Sterilità e vitalità cellulare sono state misurate subito dopo il prelievo e a 1, 3, 6, 12 e, in via preliminare, 18 mesi dopo crioconservazione e scongelamento.
Gli autori riportano che il tessuto ha mantenuto assenza di contaminazione batterica, elevata vitalità cellulare e proprietà istomorfologiche invariate. Nelle conclusioni scrivono che l’innesto di tessuto adiposo autologo crioconservato è una procedura sicura che può permettere di evitare liposuzioni multiple.
I dati clinici disponibili
Una tesi di laurea in Medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia (a.a. 2024/25) ha confrontato due gruppi di pazienti in ricostruzione mammaria ibrida trattate con grasso fresco o crioconservato. Secondo l’abstract, il riassorbimento del grasso è risultato analogo nei due gruppi e il tessuto crioconservato si è dimostrato “clinicamente non inferiore”. Si tratta di un lavoro di tesi, non di uno studio pubblicato su rivista: è utile come indicazione, ma non va considerato una prova definitiva.
→ Grasso fresco o crioconservato? Cosa dice lo studio · Ricerca e pubblicazioni
Limiti e cose da sapere
- Il tessuto è solo per uso autologo: non può essere ceduto o utilizzato su altre persone.
- La crioconservazione non elimina la necessità del prelievo, che resta un intervento chirurgico con i suoi rischi.
- Il risultato di un trattamento con tessuto adiposo, fresco o crioconservato, dipende dal caso clinico, dalla tecnica e dal medico: nessun risultato può essere garantito.
- La conservazione dura per un periodo definito dal servizio: chiedi a Lipobank durata e gestione della scadenza prima del prelievo.
Domande frequenti sul tessuto crioconservato
Il tessuto adiposo crioconservato è diverso da quello fresco?
Lo studio su Aesthetic Surgery Journal ha osservato, in laboratorio, vitalità cellulare elevata e morfologia invariata dopo crioconservazione e scongelamento. Le differenze cliniche nel singolo caso vanno discusse con il medico.
Chi certifica che il tessuto è idoneo?
I controlli di sterilità e vitalità vengono eseguiti presso la banca dei tessuti partner, che rilascia il tessuto con certificazione di idoneità biologica per uso clinico.
“Hai domande sul tessuto adiposo crioconservato? Scrivici: ti risponderemo con informazioni sul servizio, mentre per le valutazioni cliniche ti invitiamo a fare riferimento al tuo medico.” → Contattaci