Grasso fresco o crioconservato? Cosa dice la ricerca

Quando si parla di conservare il grasso per un lipofilling futuro, la prima domanda è quasi sempre la stessa: il grasso crioconservato è “buono” come quello fresco? In questo articolo proviamo a rispondere con quello che dicono gli studi disponibili, spiegando anche che cosa ancora non dicono.

Perché la domanda è importante

Il grasso innestato con il lipofilling deve sopravvivere e integrarsi nella zona ricevente. Perché ciò accada, le cellule del tessuto devono essere vitali e il tessuto deve essere sterile. Congelare e scongelare un tessuto vivo può danneggiarne le cellule: per questo, come hanno ricordato Sanità Informazione e Il Sole 24 ORE, conservare il grasso mantenendolo vitale è stato a lungo un obiettivo difficile da raggiungere.

Lo studio su Aesthetic Surgery Journal

Nel volume 45 di Aesthetic Surgery Journal, una rivista scientifica di chirurgia plastica ed estetica, è stato pubblicato lo studio “Autologous Cryopreserved Adipose Tissue Using an Innovative Technique: An In Vitro Biological Characterization” (Ventura C., Bondioli E., de Vita R., Rigotti G., Morigi F., Scarpellini F., Di Fede F., Nanni-Costa A., Melandri D.; doi:10.1093/asj/sjae192).

Obiettivo

Dimostrare, con una caratterizzazione in laboratorio, che il tessuto adiposo autologo prelevato in un’unica volta e crioconservato può essere utilizzato per innesti ripetuti nella ricostruzione mammaria senza compromettere vitalità cellulare e sterilità.

Metodo

  • Il tessuto è stato prelevato con liposuzione standard da pazienti che dovevano sottoporsi a numerose sedute di lipofilling per ricostruzione mammaria.
  • Con un metodo brevettato, il tessuto è stato frazionato in un sistema di sacche sterili e congelato presso la Banca dei Tessuti RER dell’Emilia-Romagna.
  • Sterilità e vitalità cellulare sono state misurate subito dopo il prelievo e dopo 1, 3, 6, 12 e, in via preliminare, 18 mesi di crioconservazione, ogni volta dopo lo scongelamento.

Risultati

Secondo gli autori, dopo la processazione, la crioconservazione a medio e lungo termine e lo scongelamento il tessuto ha mantenuto:

  • assenza di contaminazione batterica;
  • elevata vitalità cellulare;
  • proprietà istomorfologiche invariate, cioè la struttura del tessuto osservata al microscopio, compresa la nicchia vascolo-stromale.

Conclusioni degli autori

Lo studio in vitro e la valutazione di sterilità indicano che l’innesto di tessuto adiposo autologo crioconservato è una procedura sicura, che permette di evitare liposuzioni multiple, senza compromissione di sterilità, vitalità o morfologia nel tempo.

Chi ha condotto lo studio

Lo studio è stato coordinato dal prof. Carlo Ventura, indicato da Il Sole 24 ORE come ricercatore e direttore scientifico di Lipobank. Tra gli autori ci sono la dott.ssa Elena Bondioli e il prof. Davide Melandri della Banca della Cute RER, e chirurghi plastici come Roy De Vita e Gino Rigotti. Il tessuto è stato processato e conservato presso la stessa Banca dei Tessuti RER in cui oggi viene svolto il servizio.

Perché sterilità e vitalità sono i due parametri chiave

La sterilità riguarda la sicurezza: un tessuto contaminato da batteri non può essere innestato. La vitalità riguarda l’efficacia potenziale: se le cellule non sopravvivono al congelamento, il tessuto perde le caratteristiche per cui viene utilizzato. Per questo gli stessi due controlli vengono eseguiti nella pratica quotidiana del servizio, sul tessuto all’arrivo in banca e su ogni aliquota dopo lo scongelamento, prima del rilascio con il certificato di idoneità biologica.

E nei pazienti? I dati clinici disponibili

Lo studio ASJ è un lavoro di laboratorio. Per capire se il grasso crioconservato funziona nei pazienti come quello fresco servono dati clinici. Al momento, tra le fonti pubbliche, c’è una tesi di laurea in Medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia (a.a. 2024/25) che ha confrontato due gruppi di pazienti in ricostruzione mammaria ibrida (protesi più grasso): uno trattato con grasso fresco, l’altro con grasso crioconservato. Secondo l’abstract:

  • il riassorbimento del grasso è stato simile nei due gruppi (30–40%, stabilizzato entro 2 mesi);
  • in entrambi i gruppi il risultato ricostruttivo è migliorato, anche in termini di qualità della pelle;
  • non sono emerse differenze significative tra fresco e crioconservato: il crioconservato è risultato “clinicamente non inferiore”;
  • il numero medio di sedute per paziente è stato di 2,7, e con il grasso crioconservato le sedute successive si sono svolte in ambulatorio, in anestesia locale.

Una tesi non ha lo stesso peso di uno studio pubblicato e sottoposto a revisione: è un’indicazione interessante, che andrà confermata da studi più ampi.

Anche alcuni chirurghi hanno espresso pubblicamente la loro esperienza. Il prof. Giorgio De Santis ha dichiarato a Il Sole 24 ORE che «il grasso congelato mantiene le stesse caratteristiche di vitalità di quello fresco».

Cosa possiamo dire, e cosa no

Possiamo dire che, secondo lo studio ASJ, il tessuto crioconservato con questa metodica ha mostrato in laboratorio sterilità, vitalità cellulare e struttura conservate fino a 12 mesi (18 in via preliminare), e che i primi dati clinici disponibili nella ricostruzione ibrida non indicano differenze sfavorevoli rispetto al grasso fresco.

Non possiamo dire che il grasso crioconservato dia risultati migliori del fresco, né che il risultato in un singolo paziente sia garantito. Alcuni articoli di stampa hanno riportato che la qualità del crioconservato sarebbe “superiore” al fresco: lo studio ASJ, così come descritto nel suo abstract, non effettua questo confronto e non lo afferma.

Da sapere: alcuni autori dello studio collaborano con Lipobank o con la Banca della Cute RER. È normale nella ricerca applicata, ma è giusto saperlo.

Che cosa significa per chi sta valutando la crioconservazione

  • È ragionevole considerare la crioconservazione quando il medico prevede più sedute, per evitare prelievi ripetuti.
  • Le aspettative sul risultato vanno discusse con il chirurgo, perché dipendono da indicazione, tecnica e caratteristiche personali.
  • È utile chiedere al medico quale esperienza ha con il tessuto crioconservato.

→ Ricerca e pubblicazioni · Tessuto adiposo crioconservato

Domande frequenti

Il grasso perde vitalità con il congelamento?

Nello studio ASJ, con la metodica brevettata, la vitalità cellulare è rimasta elevata fino a 12 mesi (preliminarmente 18) dopo crioconservazione e scongelamento.

Il grasso crioconservato si riassorbe di più?

Nella tesi UNIMORE sulla ricostruzione ibrida, il riassorbimento è stato analogo tra fresco e crioconservato (30–40%).

Dove posso leggere lo studio?

L’abstract è su PubMed (ID 39302643); l’articolo è pubblicato su Aesthetic Surgery Journal (doi:10.1093/asj/sjae192).

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